L'altro giorno siamo andati a vedere un nuovo centro commerciale appena aperto in città, negli sguardi della moltitudine che lo affolava non ho potuto evitare di associare l'esperienza (sotto forma di incubo che mi affolava la mente) al film di Romero del 78...
ho deciso di provare a farvi rivivere la mia esperienza attraverso questo esperimento "divertente": avvia i due video contemporaneamente e fai zapping con lo sguardo da un video all'altro il risultato è interessante...
(buone elucubrazioni, Daniele)
giovedì, novembre 26, 2009
Centro commerciale innaturale...
Torna una giornata in piazza del Comitato spazio pubblico Palermo
martedì, novembre 24, 2009
Qualità dello spazio pubblico e mobilità nel centro storico
Parliamo di città al I incontro del tavolo tecnico proposto dall’assessorato al piano strategico, al centro storico e alla riqualificazione urbana della costa. Palermo, 17/11/09
In relazione alle recenti politiche di chiusura al traffico del centro urbano, e al dibattito che ne è scaturito, pensiamo sia utile raccontarvi gli esiti del primo Tavolo Tecnico su “Qualità dello spazio pubblico e mobilità in centro storico” svoltosi il 17 novembre presso l’Assessorato al Centro Storico nella sede dell’ex noviziato dei Crociferi.
Erano presenti le Associazioni di categoria rappresentanti dei commercianti, Italia Nostra, il Comitato spazio pubblico Palermo, il Coordinamento Palermo ciclabile, l’associazione Mobilita Palermo, Città 2.0, Parliamo di città, il GUT (gruppo urbano traffico), le neonate associazioni dei Centri Commerciali Naturali, Società attiva ed altri rappresentanti dell’associazionismo palermitano; insieme all'Ass. Carta sono stati presenti, l’Ass. Parlavecchio all’urbanistica ed il Presidente di AMAT Bellavista.
L’assessore Maurizio Carta ha aperto la sessione di lavoro parlando del senso che questo incontro ha per l’amministrazione. Il Tavolo come momento di confronto va a rappresentare uno “strumento operativo” nella fase in cui il “Piano Particolareggiato Esecutivo del Centro Storico” compie sedici anni; la sua revisione (già in cantiere) si intreccia dunque con un confronto dialogico/operativo “necessario” per cogliere la complessità degli attori sociali che si inseriscono nel contesto della trasformazione urbana attuale.
Uno dei temi principali della discussione introduttiva dell’Assessore ha riguardato il ruolo dei privati e l’interazione col pubblico nei processi di riqualificazione in corso.
Finanziamenti pubblici ed iniziativa privata devono confrontarsi con il rilancio della qualità degli spazi pubblici. Il tema della mobilità infine è inteso nel suo significato più “ampio” di elemento di costruzione di qualità dello spazio pubblico.
Nella visione proposta il Centro Storico costituisce un “distretto culturale integrato” in cui “vivono” e si recuperano le filiere artigianali e commerciali che da sempre hanno vivacizzato questa parte della città.
In un report inviato il 19 novembre dallo stesso Assessorato ai partecipanti vengono raccolti e sintetizzati in punti programmatici i risultati del tavolo ottenuti tramite gli interventi ed il successivo dibattito tra gli operatori presenti:
• la necessità di condividere un quadro conoscitivo aggiornato del processo di recupero del centro storico;
• la rivitalizzazione dei luoghi del commercio e dei mercati storici;
• la qualità delle piazze storiche e del contesto gli edifici recuperati;
• la costruzione della “rete ecologica” del centro storico;
• la realizzazione di un arredo urbano coordinato che rafforzi l’identità dei luoghi;
• la diversificazione della mobilità nei tempi, nei modi e nelle velocità degli assi principali e la riscoperta di itinerari pedonali e ciclabili che connettano in maniera slow i mandamenti;
• la partecipazione pubblico-privato nelle iniziative di animazione culturale;
• la necessità di costruire una mappatura delle iniziative in modo da evitare sovrapposizioni e incrementare le sinergie;
• l’individuazione di “progetti pilota” per sperimentare in tempi brevi la realizzabilità degli obiettivi.
Ciascuna di queste grandi categorie, come risulta evidente, costituisce un capitolo molto ampio nei processi di governance della città che merita uno studio particolareggiato capace però di tenere al suo interno la visione complessiva entro cui guardare il recupero della città storica.
Per fare solo un esempio, facciamo riferimento alla questione dei commerci etnici che proliferano da anni nel nostro centro storico; essi hanno (è bene sottolinearlo), contribuito alla rivitalizzazione del tessuto commerciale locale nel suo impatto con gli effetti locali dei processi di globalizzazione economica. Questa forma di commercio, “evolvendosi”, può inserirsi come punto di forza dell’identità nuova del tessuto commerciale urbano. Un esempio di questo atteggiamento si registra in città come Firenze dove l’offerta del mercato di piazza della città storica si è arricchita con una nuova ed attrattiva componente “etnica”.
Preme qui sottolineare che la moltitudine di tematiche derivanti dai singoli interventi dei partecipanti al Tavolo tecnico, pur fondamentali negli apporti forniti, ha complessivamente manifestato una visione “soggettiva”, che stenta a rapportarsi col punto di vista dell’altro; possiamo attribuire un merito al tavolo evidenziando il suo ruolo di occasione di confronto oltre che con l’amministrazione soprattutto tra gli operatori e i portatori di interesse, tra i cittadini e i rappresentanti delle associazioni che operano in centro storico.
Al momento non è stata fissata una seconda data per proseguire il dibattito e passare ad una fase maggiormente operativa di strutturazione del tavolo tecnico, e ad una schedatura e localizzazione delle singole iniziative proposte dagli intervenuti; l’assessorato ha raccomandato comunque tempi stretti per il prosieguo e la concretizzazione di questo lavoro.
Almeno nelle intenzioni le festività natalizie dovrebbero rendere visibili i primi risultati in termini di politica urbana.
Saremo comunque presenti a tutti gli incontri a venire per intervenire in maniera propositiva e raccontare attraverso le pagine di Parliamo di città e di Rosalio i lavori del Tavolo Tecnico.
martedì, novembre 17, 2009
Tavolo tecnico su Spazi Pubblici e Mobilità in Centro Storico

Oggi abbiamo partecipato al Tavolo tecnico su Spazi Pubblici e Mobilità in Centro Storico promosso dall’Assessorato al Centro Storico di Palermo, che ha coinvolto numerose associazioni cittadine. Al più presto vi faremo un resoconto dettagliato sugli argomenti trattati e sugli sviluppi. State quindi con noi!!!
lunedì, novembre 16, 2009
MASTER di II livello: progettazione, gestione e valorizzazione dei Beni Culturali e ambientali

Il Master di II livello in “Progettazione, Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali ed Ambientali” con tre percorsi formativi:
• Architettura dei Giardini e Progettazione del Paesaggio - AGPP
• Management Beni Culturali - MBC
• Rilevamento Beni Culturali - RBC
attivato presso la Facoltà di Architettura di Palermo (proponente) congiuntamente con il Dipartimento di Storia e Progetto nell’Architettura (attuatore), ha la durata di un anno.
Possono partecipare i candidati in possesso della conoscenza della lingua inglese e della laurea di II livello:
AGPP: lauree (VO) in: Architettura, Scienze Agrarie e Scienze Forestali, Ingegneria Ambientale; lauree specialistiche (NO) in: Architettura, Scienze Agrarie e Scienze Forestali, Ingegneria Ambientale;
MCB: laurea (VO) in Architettura;
lauree specialistiche (NO) in: Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale, Ecologia e Pianificazione del paesaggio, Economia, Lettere, Conservazione dei beni culturali, Archeologia;
RCB: lauree (VO) in: Architettura, Ingegneria edile, Ingegneria civile;
lauree specialistiche (NO) in: Architettura, Ingegneria Edile - Architettura.
Il numero dei posti disponibili è 30 in ragione di 10 allievi per ogni percorso didattico.
Il corso non sarà attivato qualora non venga raggiunto il numero minimo di 18 allievi in ragione di 6 per ogni percorso didattico.
Obiettivi
Si propone di organizzare un master che, pur individuando percorsi formativi relativamente differenziati, abbia come suo carattere precipuo quello di formare esperti capaci di costruire “sinergie” tra la “risorsa beni culturali” e le altre risorse del territorio e di comprendere i complessi meccanismi (dalla comunicazione alla gestione, dal progetto al controllo) che le governano. Nel master è prioritario l’obiettivo di far acquisire la capacità di interagire, congruentemente, alle molteplici e disparate istanze che possono provenire dal mondo dei beni culturali, a partire dalla convinzione che sia più proficua la costruzione di una “interfaccia” comune in soggetti esperti di varie discipline, piuttosto che la estensione, ad libitum, di conoscenze e informazioni nei singoli ambiti disciplinari.
Ciò premesso, si segnalano i seguenti sbocchi professionali specifici:
AGPP figura professionale in grado di espletare la sua competenza in enti pubblici che sovrintendono al controllo e alla gestione dei beni paesaggistici con particolare attenzione all’integrazione della “risorsa paesaggio” con le altre esistenti in un determinato contesto geografico; in enti privati (organizzazioni fieristiche, vivai, ecc.) che si occupano della diffusione della cultura del giardino e della progettazione dei giardini; come paesaggista, cioè progettista specializzato nel restauro dei giardini storici e la costruzione di nuovi impianti e nella progettazione del paesaggio; nel ripristino degli equilibri ambientali compromessi e la trasformazione delle aree degradate o dismesse sia urbane che extraurbane; nella valutazione del potenziale paesaggistico del territorio, attraverso una lettura approfondita del complesso intreccio tra fattori naturali e artificiali; nell'integrazione tra giardini, parchi e spazi aperti per la vita associata, quale complesso di aree - tra loro articolate e continue - entro cui possano avvenire quelle trasformazioni ecologico-ambientali ed estetiche di cui le città hanno particolare bisogno e che corrispondono ad altrettanti ambiti nei quali interagiscono ricercatori, progettisti, gestori e produttori.
MCB figura professionale del Project Manager dotato delle capacità e delle competenze gestionali e tecniche necessarie a far dialogare e mettere in contatto universi disciplinarmente separati e in particolare: fattibilità e progetto d´architettura/restauro/recupero, dimensioni economiche e gestionali (valorizzazione, marketing, gestione dei flussi di visitatori, fund-raising, valutazione di impatti economici e territoriali), esigenze culturali, scientifiche e di tutela (necessità di conservazione/riproduzione del bene fruito), gestione delle risorse disponibili e di budget in rapporto a progetti-obiettivo. Tali figure professionali risultano congruenti con funzioni dirigenziali all´interno di musei, agenzie di gestione e valorizzazione di beni culturali e ambientali, amministrazioni pubbliche, istituzioni impegnate nella tutela, conservazione e valorizzazione dei beni culturali e ambientali;
RCB figura professionale caratterizzata dal completamento e dall’arricchimento del bagaglio culturale e di competenza dell’Architetto e dell’Ingegnere con le più avanzate tecniche di rilevamento e di restituzione dei Beni Culturali, grazie all’acquisizione di sofisticate abilità e conoscenze delle più avanzate tecnologie nel settore, rendendo così possibile l’esercizio di una professionalità che risulta essere altamente spendibile sul mercato del lavoro a servizio delle Pubbliche Amministrazioni, in strutture e studi privati, come consulente esperto.
scarica il bando completo!
domenica, novembre 15, 2009
ESPERIMENTO D’ARTE SEQUENZIALE
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
OOO EXPERIMENT
Giusto Lo Bocchiaro, Daniele Messineo
Sabato 21 Novembre ore 20.00 nei locali di “Skip la Comune”, Via Sampolo n.135, ha inizio la seconda edizione della rassegna “Cosmo Flesh”, realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo.
Apre la rassegna Mediterranea di arte contemporanea, la mostra di Giusto Lo Bocchiaro e Daniele Messineo, dal titolo OOO ESPERIMENTO D’ARTE SEQUENZIALE : 4 mesi di lavoro, 160 mq di tela, costruita e dipinta a mano, per proporre una storia a fumetti che risemantizza lo spazio facendolo diventare contenitore di significati. Come affermano i due giovani : “La necessità del nostro esperimento è dettata proprio dall’incontro del fumetto come lo conosciamo oggi, e lo spazio stesso in cui la mostra avrà luogo, le cui peculiarità spaziali hanno immediatamente ispirato l’idea principale del progetto.
Le tre sale che si susseguono, infatti, suggeriscono immediatamente il fulcro di tale esperimento, richiamando nella forma l’idea di tre nastri accostati, che proprio grazie all’uso della narrazione a fumetti diventeranno un doppio “Nastro di Möebius”, all’interno del quale perdersi secondo il proprio sentire, smontando così la natura uni-sequenziale del fumetto (da sinistra a destra per gli occidentali e da destra a sinistra per gli orientali) in un’ ipersequenzialità. La sceneggiatura è stata sviluppata sulla necessità di raccontare tre brevi storie, leggibili, sia come unica che come singole, che potessero occupare tutte le superfici verticali libere delle tre stanze, in maniera da enfatizzare il viaggio all’interno dello stesso “media” sia leggendole in una direzione che nell’altra.” La mostra si concluderà il 31 Dicembre.
INFO: 3208983722 Marta Sacco
3272853337 Antonio Valguarnera
venerdì, novembre 13, 2009
L’estetica del Cappone ripieno di consumo!
di Antonino Panzarella
L’inaugurazione delle opere d’Architettura contemporanea sembra alimentare da qualche tempo, ancor più del dibattito architettonico, quello che potremmo definire (con parole abusate al momento) un gossip modaiolo tendente alla riduzione dell’architettura ad una sfilata del “Dolce Valentino” di turno.
In questo stato di cose non si riesce proprio a produrre una riflessione “costruttiva” o quantomeno “seria” basata su una sostanza fattuale verificabile: in sostanza si parla intorno al “fumo” prodotto dai nuovi interventi perché la sostanza non c’è o si vuole mascherare qualcosa: cosa c’è dietro a tanti “figli bastardi” dei Flagship project?
L’architettura nuovissima: “cartonata”, “alluciata”, iper-esposta, “sfrontata”, e messa su la notte, troppo spesso serve a dare vita agli ormai familiari (quanto meno nell’esperienza quotidiana, ma non nel loro senso reale) “spazi del consumo”. In questi luoghi, vita e consumo si fondono e confondono abitudini e usi di spazi collettivi (non pubblici nel senso risorgimentale del termine) simili al paese dei balocchi di collodiana memoria. Il “ruolo” di chi “visita” gli spazi del consumo è sempre ben progettato con una logica ad imbuto che inevitabilmente conclude il suo percorso in un registratore di cassa. Pare comunque che ancora nessuno si sia accorto delle grandi orecchie che si trascina appresso: la luce è bella, lo scintillio ci abbaglia come le allodole, siamo prede “facili”!
Insomma pare proprio che questa architettura si sia messa al servizio, per così dire, delle lusinghe del capitale e per lo stesso capitale asservisce forme e spazi. La domenica soprattutto, questi luoghi sembrano rassicurare un enorme numero di famiglie, che sembrano cercare nel consumo una conferma ad un ruolo sociale sempre più artificiale e mediaticamente dettato; ma questa è un’altra storia! Ne ho visti parecchi di questi luoghi, non solo in Italia, riescono ad essere anche molto diversi tra loro, costruiti ex novo o radicati in operazioni di fantomatico recupero, riconversione o peggio preteso restauro “creativo”.
A grande ed a piccola scala il copione si ripete!
Ieri a Palermo è stato inaugurato l’intervento sul Supercinema nella centralissima via Cavour, “pezzo” di sicuro pregio dell’epoca Liberty siciliana. Sembra proprio il prototipo di uno di questi spazi del consumo ma a ben guardare ne sembra una stentata scopiazzatura tipologica; il progetto è talmente affrettato da sprecare persino le occasioni più elementari; il fatto più grave sarebbe però pensare (come ho sentito) che la città si è finalmente riappropriata di un pezzo architettonico ormai perduto da tempo.
Per comprendere ciò basta porsi una semplice domanda: potrebbe questo luogo essere visitato in sé al di la della sua funzione di contenitore commerciale, ovvero come un’opera architettonica liberty? A Roma il Maxxi è stato appena inaugurato senza le opere che ospiterà, perché è l’organismo architettonico, di per se stesso, un’opera che merita una visita. Cosa sarebbe dell’Excelsior supercinema store senza i suoi cromati negozi?
Il progetto attuale nega questa possibilità. La teca in cui sono racchiuse le “fastidiose” tracce originarie, sembra voler “zittire” piuttosto che proteggere, un’architettura che per sua natura tende linee forza verso lo spazio che determina. La logica economica ha bisogno di massimizzare lo spazio in cui mettere in scena il rito del consumo, il recupero ha bisogno di restituire dignità, leggibilità e riconoscibilità allo spazio filologicamente identificato: le due logiche collidono.
In questo caso non si può non rilevare la dilagante prevalenza della prima logica.
Palermo ha sicuramente “guadagnato” uno spazio del consumo (come piace a noi), d’altronde anche a Parigi esistono i magazzini Printemps.



martedì, novembre 10, 2009
Concorso Nazionale Ecohousing Art, opere e progetti per abitare gli spazi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal sito ecohousing art
1ª Edizione del Concorso Nazionale
Ecohousing Art, opere e progetti per abitare gli spazi
Riservato a Junior e Senior
Artisti, Designer, Architetti, Ingegneri
Iscrizioni dal 7/11/ 2009 al 15/02/ 2010
House Company, con la 1a Edizione di “Ecohousing Art - Premio Immobiliare 2010”,
si è prefissata l’obiettivo di far mettere in gioco il processo creativo dei partecipanti e far condividere e valutare in itinere il loro prodotto dagli utenti registrati al sito.
La finalità del concorso è promuovere l’affermazione di nuove idee e nuove eccellenze
per metterle in relazione con le realtà economiche e produttive dell’Industria dell’Abitare.
Eco-co-Housing = Ecologica - Integrazione - Abitativa intesa come reale intreccio di equilibri indissolubili che coniugano la sostenibilità ambientale, l’integrazione tra natura e ambiente costruito, il benessere umano a livello fisico - psichico, con la “socialità domestica”: l’uomo è a casa propria nel mondo e il mondo si fa casa negli uomini. È il Concorso di Ideecostruttive che richiama energie mentali, suggestioni dell’anima, competenze specifiche per la realizzazione di opere e progetti che promuovano l’Ecosistema nel suo equilibrio Uomo - Casa - Ambiente. L’obiettivo principale del Concorso è quello di coinvolgere artisti o aspiranti tali, e futuri o attuali professionisti in Architettura - Ingegneria e Design perché investano creatività e talento. Oggi questi nuovi protagonisti possono rompere un comportamento distruttivo e irrompere nella realtà per ricreare l’equilibrio naturale dell’Ecosistema.


